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Anche in Albania è attiva la black list sui dipendenti infedeli

Uno strumento previsto dalla legge e finalmente anche in Albania i comportamenti scorretti saranno non solo sanzionati da parte della legge ma anche prevenuti grazie all’istituzione di una lista di segnalazioni private relative alla infedeltà del dipendente.

Personale assunto che non si presente al lavoro senza alcuna spiegazione, lavoratori che vi fanno spendere tempo e denaro nella loro formazione e che come ringraziamento una volta appreso da voi il modus lavorandi se ne vanno a proporsi ai vostri competitori o peggio si pongono come vostri concorrenti, dipendenti che prelevano liste clienti come nulla fosse o che abusano delle risorse aziendali, be oggi tutto questo sarà solo un ricordo perché grazie alla lista condivisa (che verrà anche trasferita agli organi di lavoro di albania e italia e quindi di tutta Europa) potremo sapere in anteprima chi si propone ad un lavoro per noi e valutarlo con più informazioni.

Tecniche di informatica forense per l’individuazione dei dipendenti infedeli

In tema di legittimità dei controlli del datore di lavoro sui comportamenti infedeli dei dipendenti, la Cassazione si è più volte pronunciata evidenziando che controlli sul dipendente sono legittimi anche in ragione del solo sospetto o della mera ipotesi che degli illeciti siano in esecuzione.

Il tipico caso di “dipendente infedele” si viene a creare quando la persona sospettata conosce o comunque ha accesso a informazioni strategiche dell’azienda nella quale opera (preventivi, clienti, fornitori, segreti industriali margini, prezzi…): potendo così copiare dati riservati ha la possibilità di sfruttare tali informazioni per creare un’azienda concorrente o disporre di una preziosa contropartita per negoziare l’assunzione in un’altra società.

L’attività tecnica che si può svolgere per individuare queste pratiche illecite varia a seconda del sospettato, del numero di potenziali soggetti che intervengono (sia interni che esterni) e del fatto commesso.

Comportamenti analoghi e procedure simili possono essere seguite nei casi di collaboratori esterni infedeli o di soci infedeli.

Le operazioni tecniche preliminari di informatica forense

Da premettere che il miglior modo di agire per l’azienda che vuol sia tutelare che controllare l’operato dei propri dipendenti sia l’adozione di un dettagliato piano: il forensic readiness plan.

Tuttavia, laddove non fosse stata preventivamente studiata l’organizzazione aziendale, dei processi, del personale e dei sistemi informatici, è possibile intervenire per determinare cosa è accaduto sui sistemi informatici.

Importantissimo è intervenire nell’immediatezza dei fatti ed evitare di agire sul sistema informatico per evitare di apportare alterazioni che possono distruggere le tracce presenti o ridurre la rilevanza probatoria dei dati.

Pertanto occorre richiedere l’intervento del consulente forense non appena il dipendente si spossessa dell’asset aziendale, possibilmente procedendo a un diretto passaggio di consegne all’atto della contestazione disciplinare o dell’uscita (sia essa per dimissione o per licenziamento).

Quindi procedere con la copia forense del computer del dipendente infedele al fine di poter offrire garanzie di integrità del reperto informatico e data certa alle operazioni svolte.

L’analisi forense di sistemi informatici utilizzati da un dipendente infedele

Una delle tematiche maggiormente riscontrate è la copia non autorizzata e massiva di dati riservati (offerte economiche, preventive, dati su clienti e fornitori, progetti…) dell’azienda da parte di dipendenti infedeli che poi mettono in piedi attività di concorrenza sleale in proprio o presso concorrenti.

Preliminarmente è doverosa l’individuazione dei sistemi coinvolti, sia locali che remoti, e un confronto con cliente e legale per individuare una possibile strategia.

Tutte le operazioni vengono concordate con il cliente, per la parte operativa, e con il legale, per la parte giuridica.

Successivamente si comincia con l’analisi forense vera e propria, coinvolgendo il cliente nell’individuazione dei dati rilevanti.

L’analisi di sistemi informatici utilizzati da un dipendente infedele permette di individuare tracce di apprensione o cancellazione di tale documentazione, nonché di ogni forma di comunicazione rivolta verso caselle di posta elettronica personali o di concorrenti che possano portare in allegato documentazione aziendale riservata.

La consulenza termina con la redazione di una relazione tecnica di informatica forense nella quale vengono descritti tutte le evidenze emerse in sede di analisi forense dei sistemi informatici utilizzati e/o accessibili da parte dei dipendenti infedeli.