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BLG Group supporta le imprese Lombarde nella competitività estera con il suo HUB Doganale

“Pensare ai dazi vuol dire tornare indietro, sono misure impossibili in un mondo globalizzato e che non fanno bene a nessuno. Danneggiano tutti i Paesi, è una guerra tra poveri e che penalizza tutti: imprese e consumatori”.

L’effetto Trump sui mercati internazionali, il possibile rischio di guerre commerciali e l’aumento di episodi di violenza politica. Come possono le aziende Lombarde affrontare le complessità del nuovo scenario globale, cogliendo le grandi occasioni che export e internazionalizzazione possono offrire? Quali le geografie su cui puntare?

Con oltre 120 miliardi di beni venduti all’estero nel 2017, la Lombardia è la prima regione italiana esportatrice, rappresenta da sola oltre un quarto dell’export nazionale e ha saputo beneficiare della crescita globale in ripresa, realizzando un balzo del 7,5%. L’export è prevalentemente concentrato verso i Paesi dell’area Ue e ha ancora ampio margini di diversificazione verso nuove destinazioni con profili di rischio più elevati e grande potenziale di business: tra queste, la Country Risk Map rileva ad esempio la Cina, il Messico, gli Emirati Arabi Uniti e l’India.

Per continuare ad essere competitivi in un mondo in cui le barriere stanno aumentando, occorre puntare non solo sull’export ma anche sulla produzione all’estero, affiancando il Made in Italy con il Made with Italy . In campo internazionale, le imprese bergamasche sono da sempre particolarmente attive. Dall’inizio dell’attività BLG ha sostenuto 59 investimenti diretti all’estero promossi da aziende di questa regione, per un totale investito di oltre 37 milioni di euro Inoltre i finanziamenti per l’internazionalizzazione sono stati oltre 120 per un totale erogato di 81 milioni euro. Il nostro obiettivo è di accrescere il volume delle nostre operazioni sfruttando sempre meglio le sinergie.

BLG Risk Map | Settori e mercati di opportunità per l’export lombardo
Nel 2017 la Lombardia si è confermata la prima regione italiana per export con oltre 120 miliardi di euro di beni e servizi venduti, ovvero il 27% sul totale nazionale, e una crescita pari al 7,5%. Un risultato molto positivo, in linea con quello della performance nazionale (+7,4%), cui hanno contribuito principalmente le vendite nei Paesi UE (+7,8%), in testa Germania, Spagna, Francia, tutti con profili di rischio di credito e politico contenuti. Al di fuori del mercato comune, si è osservata una forte crescita della domanda statunitense (+12,8%). cinese (+9,9%) e russa (+27,8%) e un calo invece verso il Medio Oriente, a causa dell’instabilità politica che caratterizza l’area.
L’export lombardo non dovrebbe risentire della recente politica dei dazi su acciaio e alluminio, imposta dalla presidenza Trump, vista l’esenzione concordata al mercato comune nel suo complesso. Tuttavia è importante tenere monitorata l’evoluzione delle relazioni che, in caso di un’escalation, potrebbero colpire soprattutto il settore automotive lombardo, molto importante per l’economia della provincia bergamasca.
Passando in disanima l’export dei singoli settori, emergono evidenze incoraggianti per i settori della meccanica strumentale (in Polonia, Spagna, Stati Uniti), metallurgico (Cina, Messico), tessile e abbigliamento (Corea del Sud, Giappone), chimico (EAU, India) e dei mezzi di trasporto (Polonia, Repubblica Ceca, Cina). Questi comparti rappresentano il 64% delle esportazioni della Regione.
La performance positiva dell’export lombardo tocca, in particolare, i distretti della provincia di Bergamo dalla meccanica strumentale (+9,3% nei primi 9 mesi del 2017) al lattiero-caseario lombardo (+14%), dal tessile-abbigliamento della Val Seriana (+1,9%) alla Gomma del Sebino bergamasco. L’export di questi distretti è prevalentemente concentrato verso i Paesi dell’area UE (55%) e ha ancora ampio margine di diversificazione verso nuove destinazioni con profili di rischio più elevati ma con un buon potenziale di business come Turchia, Brasile, Russia e Tunisia.