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Partito il progetto Donna e Mamma finanziato da BLG per aiutare le donne albanesi vittime di abusi fisici e psicologici

Per tutelare al meglio donne e minori che vivono situazioni di pericolo è stata creata una Casa Rifugio ad indirizzo segreto che garantisce non solo protezione e accoglienza, ma anche la concreta speranza di una vita nuova.

Il gruppo BLG sosterrà finanziariamente il progetto per cinque anni trasferendo alla fondazione Caritate le attività sociali e socio sanitarie.

“Donna e Mamma” Casa accoglienza per donne in difficoltà e gestanti madri con figli.

La casa “Donna e Mamma” si trova a Tirana ed è un appartamento per l’accoglienza a tempo pieno con modalità residenziale continuativa. Si tratta di una struttura disposta su tre piani che può accogliere donne sole o nuclei “madre e figli minori” per un massimo di 20 persone.

L’ubicazione della casa, situata nel pieno centro del paese, permette alle donne di mantenere o acquisire una certa autonomia poiché è possibile fruire facilmente di tutte le risorse presenti nel territorio, favorendo tra l’altro l’integrazione sociale e la conseguente uscita dallo stato di isolamento.

Nonostante le ospiti della casa convivano nella stessa struttura, ciascuna di loro ha spazi propri per garantire l’autonomia nelle normali attività di routine quotidiana.

Presso la casa accoglienza “Donna e Mamma” vengono accolte donne in difficoltà, sole o con figli minori, donne vittime di maltrattamenti e/o violenze, donne che attraversano periodi difficili e che richiedano una guida nella gestione dei propri figli.

In funzione dei diversi casi vengono predisposti percorsi adeguati, finalizzati al recupero della propria identità, alla costruzione o ricostruzione del proprio ruolo genitoriale o al superamento del trauma subito. Le donne, ove necessario, vengono tutelate dall’ambiente esterno e/o accompagnate in percorsi di autonomia a seguito della pianificazione del progetto educativo individuale costruito e coordinato con l’ufficio del servizio sociale incaricato.

In ogni caso, il periodo trascorso all’interno di una struttura di accoglienza deve essere inteso come momentaneo e pertanto la permanenza è sempre finalizzata a strutturare percorsi di autonomia, anche economica, delle utenti. In tal senso si cerca di prendere coscienza delle competenze e delle predisposizioni personali di ognuno per valorizzarle e trasformarle in opportunità di lavoro.

LE OSPITI e i MINORI

La comunità accoglie donne sole, o mamme con minori, provenienti da situazioni di disagio e/o di maltrattamenti che non presentino problemi di natura psichiatrica né dipendenze.

L’accoglienza viene offerta anche a donne con provvedimento del Tribunale per i minorenni, o donne sole indicate dal Servizio Sociale che richiedano un progetto di autonomia.

Per le donne vittime di violenza l’accoglienza viene pianificata a seguito della denuncia della donna alle autorità e l’inserimento viene effettuato garantendo la tutela della privacy della donna.

IL PROGETTO EDUCATIVO INDIVIDUALE

OBIETTIVI

Accompagnare l’individuo o il nucleo perché riattivi o acquisisca strumenti e risorse necessarie alla costruzione di un progetto di vita autonomo, tenendo conto delle esigenze materiali, relazionali, affettive, culturali, professionali affinché il progetto risulti soddisfacente e rispettoso sia dell’individualità che del nucleo.

OBIETTIVI INTERMEDI PER LA DONNA

L’inserimento in una qualsiasi struttura di accoglienza implica un iniziale disorientamento, soprattutto se avviene a seguito di un trauma subito. Le ospiti affrontano la nuova situazione solitamente con paure e timori.

Pertanto, è nostra cura predisporre un ambiente accogliente, non solo nella disposizione degli spazi fisici, ma anche nella calorosa accoglienza che viene offerta alle nuove ospiti. Soprattutto per i nuclei, si cerca di creare un ambiente familiare per aiutare i minori ad ambientarsi alla nuova situazione.

Durante il periodo di permanenza presso la struttura, l’intervento educativo è finalizzato ad aiutare la donna ad uscire dalla condizione assistenziale ed accompagnarla nel percorso di autonomia.

Pertanto, è previsto che vengano individuate le qualità e le capacità che la donna possiede affinché ne acquisisca consapevolezza, le consolidi e le sviluppi.

Le donne con impiego continuano a mantenere il loro posto di lavoro proseguendo la normale routine e i minori continuano a frequentare regolarmente l’istruzione scolastica.

Le madri vengono supportate nella gestione quotidiana familiare, ed una particolare attenzione viene data al ruolo materno, nei suoi aspetti relazionali ed educativi, fornendo strumenti utili per la futura gestione autonoma dei figli.

Dato che non può esistere un modello unico di genitorialità, l’equipe riconosce ed accetta che l’ospite possa raggiungere livelli di consapevolezza, di confronto, di progettazione diversi dai propri nel rapporto madre/figlio, tenendo sempre conto del benessere del minore.