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Internazionalizzazione in Albania, diffidare da consulenti senza struttura e da riunioni nei bar

Un’azienda che desidera veder crescere il proprio giro d’affari, ha nel processo di internazionalizzazione un’opzione potenzialmente vincente. Investire in un mercato estero può rivelarsi una strategia di grande efficacia, soprattutto a livello di redditività, fatturato ed allargamento della base di mercato. Questo anche grazie a nuove disponibilità economiche che, a loro volta, sono in grado di far diminuire il costo medio di produzione.

In pratica, l’internazionalizzazione delle imprese permette di sfruttare quelle che, comunemente, sono note come “economie di scala”.


Tutti i vantaggi dell’internazionalizzazione d’impresa
Tra i vantaggi riconducibili ad una strategia d’internazionalizzazione è da citare, innanzitutto, la possibilità di sfruttare la stagionalità dei mercati.

Un’impresa che produce articoli per la spiaggia, ad esempio, limitando il proprio ambito di riferimento al territorio italiano vedrà inevitabilmente ridursi le sue entrate nel periodo autunnale ed in quello invernale. Invece, potendo contare su un bacino di riferimento comprendente acquirenti che risiedono nei Paesi dell’emisfero australe, riuscirà a vendere i suoi prodotti anche in pieno periodo natalizio.

Allo stesso tempo, un articolo che nel nostro Paese è ormai considerato obsoleto (ad esempio un determinato modello di auto o un Pc), potrà ancora ottenere buoni risultati in altri contesti.

Doversi confrontare quotidianamente con aziende situate all’estero permette anche di entrare in contatto con realtà caratterizzate da idee e modi di concepire l’attività differenti. Questo consente di acquisire nel tempo una serie di strumenti che potrebbero risultare utili nel caso in cui dovessero verificarsi improvvisi cambiamenti nel mercato. L’esperienza accumulata all’estero, abbinata alle risorse acquisite, potrà essere sfruttata per aumentare la propria competitività nel mercato interno.

Internazionalizzazione d’impresa: le difficoltà nell’agire in completa autonomia
Tuttavia, occorre considerare come non siano pochi gli imprenditori che, spinti dal desiderio di “aprirsi” ad altri Paesi, finiscano per trovarsi in difficoltà nell’affrontare una realtà ancora sconosciuta.

È possibile ricondurre alcuni di questi problemi nel percorso di internazionalizzazione a quelli riscontrabili al momento di avviare una nuova attività. Questo in quanto le aziende, per poter operare, devono necessariamente entrare in possesso di informazioni approfondite sul Paese (o sui Paesi) in cui andranno ad operare. Limitarsi ad un’analisi, per quanto dettagliata, del mercato estero, non è sufficiente per dar luogo ad una pianificazione mirata. Sono diversi i fattori dei quali è necessario tenere conto, in primis il “cambiamento”.

A cosa fa riferimento tale termine? Al fatto che il contesto nel quale un’impresa che ha scelto di operare all’estero tenderà ad evolversi nel tempo. Minimizzare i rischi è possibile, ma solo attraverso un lavoro previsionale eseguito con cura.

Internazionalizzazione d’impresa: a chi rivolgersi?
La figura del commercialista, unico punto di riferimento per molte realtà fino a qualche anno fa, non è più in grado di risolvere le eventuali problematiche legate all’internazionalizzazione. A chi affidarsi?

Principalmente ad un esperto del campo. Tra questi c’è da segnalare BLG. Con 20 anni di esperienza alle spalle e avendo esercitato in più Paesi, BLG ha deciso di mettere la sua professionalità al servizio delle aziende che desiderano internazionalizzare la propria attività.
BLG non si occupa solo della parte amministrativa e contabile, ma offre anche analisi aventi per oggetto le differenti legislazioni fiscali. Inoltre, grazie alla sua esperienza, è possibile ottenere un’attenta consulenza in caso di fusione, riorganizzazione o pianificazione aziendale e BLG partecipa al capitale della neonata azienda estera rischiando a fianco dell’imprenditore.