Agevolazioni

Con la chiusura delle sale da gioco l’economia reale beneficierà di 19.000 nuovi posti di lavoro in Albania

Nella recente disposizione che si appresta a varare il Consiglio dei ministri della Repubblica di Albania è prevista una norma che sancirebbe la chiusura definitiva di tutte le sale da gioco all’interno delle città e ne obbligherebbe l’apertura all’esterno.

Questa decisione è stata adottata in seguito al fatto che numerose famiglie porterebbero gran parte dei loro guadagni in queste sale da gioco venendo meno in parte loro obblighi familiari e sperperando economia che invece potrebbe diffondersi in altri settori del paese che in questo momento sta vedendo una forte crescita economica.

Un recente studio della Fondazione Caritate ha evidenziato che la chiusura delle sale da gioco all’interno dei centri abitati permetterebbe la circolazione di decine di milioni di euro durante l’anno che andrebbero a favore di altri settori dell’economia reale e che quindi permetterebbero una circolazione maggiore del denaro e il consolidamento di un’economia più forte.

Da una parte si combatterebbe un fenomeno che in molti paesi occidentali è considerato anche una patologia medica e quindi si toglierebbe dalle mani dei giocatori la possibilità di destinare i proventi dei loro guadagni alle sale da gioco.

Si stima in media che un giocatore albanese nell’arco di un anno possa arrivare a spendere anche € 1.000,00 in giocate, calcolando che lo stipendio medio mensile è di € 200,00 con i quali deve far fronte a tutti gli obblighi familiari;la stima della popolazione dei giocatori albanesi con dati vagamente ufficiali è di circa 600 mila unità.

Da questi sì verrebbe a mettere in circolo nel mercato e nell’economia reale un valore annuale stimato tra i 500 e i 700 milioni di euro che porterebbe ad un incremento dell’occupazione ed a uno sviluppo maggiore di alcuni settori tipici dell’economia reale.

In termini matematici lo studio riporta che si creerebbero almeno 19.000 nuovi posti di lavoro dati dall’incremento della spesa nei settori tradizionali e quindi all’aumento della richiesta di prodotto stesso, oltre ad un incremento di almeno 350 milioni di euro di importazione in prevalenza dal mercato italiano.

Aumenterebbero, sempre secondo lo studio, anche i nuovi imprenditori che entusiasmati dal rilancio economico e dalla conversione dell’aumento della spesa pro capite sarebbe incentivati ad avviare nuove imprese e quindi a circolarizzare ancora con più vigore l’economia.

Se da una parte questa può essere vista come una mossa di natura prettamente politica dall’altra parte un’analisi approfondita ne fa comprendere la lungimiranza e quindi la possibilità di consolidare la crescita economica di un paese ridistribuendo la ricchezza alle fasce intermedie della popolazione e togliendo parte dei ricavi a grandi compagnie di gioco d’azzardo che per vent’anni hanno egemonizzato e impoverito il paese.