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Si rafforza l’asse turco con MUSA, nuovi soci importanti da Ankara e una nomina nel comitato direttivo d’eccezione

La sede di Soma Holding ad Ankara

La strategia della società per azioni consortile MUSA segue una linea di successo ormai tracciata, è ufficiale l’ingresso nell’azionariato del colosso multinazionale SOMA Holding, compagnia Turca attiva da oltre quarant’anni attiva nel settore minerario con una base di oltre 30.000 dipendenti e diverse attività in Albania.

L’asse turco lombardo porterà alla presentazione di nuovi progetti allo stato albanese grazie all’unione delle competenze dei due paesi e delle imprese ad essi connesse.

Per rafforzare questo asse che vede oltra a Soma anche la turca EMD già socia diMUSA, è stato deliberato l’ingresso nel comitato direttivo dell’ex numero uno di Kurum Holding Dott Zeki Kaja che affiancherà gli altri membri italiani del comitato nella gestione delle commesse attive e dei PPP presentati al governo di Tirana.

Questa unione è già anche valutata positivamente dal nuovo esecutivo di Tirana che vede in MUSA un organo serio ed affidabile guidato dalla condivisione di risultato e che riassume numero competenze di alto livello.

Ma perchè questa scelta Turca ?

La Turchia è il secondo partner mondiale della Lombardia dopo la Cina: la crescita vale scambi commerciali che ammontano ad oltre 2 miliardi di euro in sei mesi. Tra le province più attive Milano, Brescia e Bergamo. I macchinari per la plastica sono il primo prodotto esportato, Bergamo seconda in Italia nel settore con 36,5 milioni di euro.

Lombardia e Turchia: i rapporti commerciali superano i 2 miliardi di euro in sei mesi. E rappresentano circa il 28% del totale italiano. Un valore in lieve crescita (+0,2%) rispetto al 2018 grazie soprattutto all’import che segna un +11,6%. Le province che commerciano di più? Milano con oltre un miliardo di euro di interscambio (+5%), seguita da Brescia, Bergamo, Varese e Mantova. I macchinari per impieghi speciali, in particolare per l’industria della plastica, sono la prima voce dell’export lombardo in Turchia e segnano un +29,2%. Oltre ai macchinari, si esportano prodotti chimici, articoli in materie plastiche e tessuti. Si importano, invece, autoveicoli e apparecchi per uso domestico. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati Istat nei primi sei mesi del 2018 e del 2017.

Industria della plastica: Turchia secondo partner mondiale della Lombardia. Rispetto al 2018 infatti, con circa 196 milioni di euro in sei mesi, balza davanti a Paesi come Stati Uniti e Germania ed è preceduta solo dalla Cina che raggiunge quasi i 203 milioni di euro. Le province più attive in Italia nel settore sono: Milano prima con 85 milioni di euro (+63,4% rispetto al 2018) e Bergamo seconda con 36,5 milioni di euro (+30,6%). Ma tra le prime 10 altre due lombarde: Brescia al quarto posto (+3,7%) e Varese al settimo (+25,2%). E la Lombardia da sola rappresenta ben il 43,5% dell’export nazionale di questi macchinari in Turchia.

L’interscambio totale tra la provincia di Bergamo e la Turchia ammonta a 206.912.025 euro, in crescita del 6,1% rispetto allo scorso anno: nei primi sei mesi dell’anno la provincia di Bergamo ha importato per 70.739.228 euro ed esportato per 136.172.797 euro.