Analisi del mercato

L’Italia riveste un ruolo preponderante nella realtà economica albanese, con prospettive interessanti per i nostri operatori. Infatti, nonostante un forte rallentamento rispetto agli anni pre-crisi, quando il PIL cresceva mediamente del 6% all’anno, l’Albania continua a registrare tassi di crescita positivi, seppure in forte rallentamento (+1,6% nel 2014 e +0,48% nel 2015). Al momento, il Paese gode di una stabile situazione macroeconomica, sostenuta da un mercato bancario e finanziario che ha mostrato solidità e capacità di resistere alla crisi internazionale, condizionata tuttavia da un’eccessiva incidenza del debito pubblico (attestato al 61,1% del PIL alla fine del 2015).

In questo quadro, spicca il dato sull’interscambio commerciale bilaterale: nonostante la congiuntura negativa, gli scambi con l’Italia hanno registrato anche nel 2013 un incremento (+2,06%), oltrepassando il muro dei 2 miliardi di euro (2.039,7 mil. di Euro), che rappresentano il 37,47% del totale dell’interscambio di questo Paese con l’estero.

L’Italia, di gran lunga primo partner commerciale dell’Albania, da sola assorbe il 46,3% delle esportazioni albanesi ed è inoltre il principale fornitore, con un’incidenza del 33,2% sull’import complessivo. Rappresentiamo altresì in questo mercato il primo investitore straniero in termini di numero di aziende italiane o italo-albanesi attive sul territorio, circa 400, e tra i primi per valore degli investimenti medesimi.

Oggi l’economia albanese offre notevoli prospettive per le nostre imprese soprattutto nel settore energetico, dove i potenziali investimenti italiani ammontano a circa 3 miliardi di euro. L’Albania è infatti dotata di un enorme potenziale idroelettrico, stimato in 2000-2500 MW e secondo in Europa solo alla Norvegia ed alla Svizzera. Esistono tuttavia nel settore energetico elementi di incertezza, determinati principalmente dalla estrema volatilità del prezzo dell’energia e dalla grave situazione finanziaria dell’ente di produzione elettrica Kesh, che ha negli ultimi tempi accumulato ingenti debiti nei confronti dei produttori locali (tra cui anche imprese italiane). Determinante in questo senso deve quindi essere l’impegno del Governo albanese ad assicurare al settore condizioni di certezza e stabilità, elementi imprescindibili per lo sviluppo dello stesso e la presenza di investitori stranieri.

Un’ulteriore opportunità per le nostre imprese potrebbe derivare dalla realizzazione del tratto albanese del Trans Adriatic Pipeline (TAP), che prevede la costruzione di un gasdotto destinato al trasporto del gas azero del giacimento dello Shaz Deniz alle coste italiane attraverso la Grecia e, per l’appunto, l’Albania.

Altri settori di interesse in un’ottica di medio periodo sono l’agricoltura, ancora molto rilevante in termini di occupazione e che l’Albania cerca di rilanciare, ed il turismo, che presenta grandi potenzialità se verranno ben sfruttate le aree ancora non interessate dallo sfrenato sviluppo edilizio verificatosi negli ultimi anni su parte delle coste.

Nel breve periodo, il settore manifatturiero (calzature e tessile, soprattutto) può offrire senza dubbio grandi opportunità per le nostre imprese, alla luce delle competitive condizioni del mercato del lavoro albanese e degli altri elementi di vantaggio più volte citati. Tra essi, la capillare diffusione della lingua italiana che è alla base della recente grande espansione del settore dei call centers.

Senza dubbio penalizzante per la piena efficacia della nostra azione economica nel Paese è l’assenza degli operatori italiani in alcuni settori strategici (telecomunicazioni, assicurazioni, settore finanziario) e di conseguenza la scarsa presenza dei grandi gruppi, alcuni dei quali hanno peraltro manifestato interesse per questo mercato, ma sono stati finora scoraggiati dall’incertezza sui diritti della proprietà immobiliare, dalla diffusa corruzione e dalla carenza di infrastrutture